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giovedì 29 dicembre 2011

False promesse.


Io non c'ho creduto mai.

Ai buoni propositi.
Alla dieta del lunedì.
Alla palesta di inizio mese.

Pigri.
Procrastinatori.

Ma il lavoro cambia tutto.
E a palla ferma è più facile.
Fare programmi utopici.
False promesse.
Discorsi di circostanza.

E i propositi son sempre gli stessi.

La piscina.
Una volta ogni tanto.
L'arrampicata.
Tanto per cambiare un poco.
Il sesso.
Che non è mai abbastanza.
Il cibo.
Perchè il mondo è pieno di ricette inesplorate.
Parigi.
Perchè le promesse vanno mantenute sempre. Prima o poi.
Londra.
Perchè ormai stà diventando imbarazzante.
Sognare.
Progettare.
Per sentirmi libera.

domenica 27 novembre 2011

Colazione all'americana.


Festa.
Due colleghe rimangono a dormire.
Uno s'intrufola nel divano.

Per una domenica perfetta.

Duecento grammi di farina.
Due cucchiai di zucchero.
Un cucchiaino di lievito.
Due uova.
Duecentocinquanta millilitri di latte.
Due cucchiai di olio di semi.

Mescolare gli ingredienti solidi. Aggiungere il latte e l'olio. I rossi d'uovo. I bianchi montati a neve. Padella calda e oliata. Fuoco vivace. Versare un mestolo dell'impasto. E far dorare i pan cakes.

Da servire rigorosamente con lo sciroppo d'acero.
E Rino in sottofondo.

martedì 27 settembre 2011

Cucinare è un po' morire.


La cucina è la mia oasi di pace.
Dove non arriva nulla.
Non la politica.
I malumori.
Le delusioni.
La stanchezza.

Concentrata sulla poesia del momento.
Pelo. Patate.
Affetto. Zucchine.
Sminuzzo la cipolla. In un mare di lacrime.
Precisa ed impietosa.
Come non lo sono da nessun'altra parte.

Accendo il fuoco.
Ed aggiungo ingredienti segreti.
A seconda del gusto. E dell'umore.

Sottile confine tra ordine. Ed improvvisazione.

Tra le pentole mi sento una strega.

Preparo pozionid'amore.
Filtri d'oblio.
Toccasane per lo spirito ferito.

martedì 30 agosto 2011

Cozze. E nosense.


In cambusa.
Col grembiule. I guanti. E la mamma.
Puliamo chili di cozze.

C'hanno rapito i pirati. Affamati.
E veleggiamo alla ricerca del tesoro. Perduto.

Il senno di poi.

lunedì 29 agosto 2011

Fine.



Zuppa di cozze.
Pesce alla griglia.
Cuginastre. Tutte assieme.
Vento.
Fichi. Verdi. E neri.
Matrimonio sul mare.
Pasta con la bottarga.
Guidare nella notte.
Pescare.
Una birra per strada. E rivederli tutti.
Pasta con le zucchine.
Zia che cuce un vestito.
Ping pong.
La vista mozzafiato.
Pettegolezzi di famiglia.
Le orecchie da coniglio.
Bimbi che corrono. E giocano col ghiaccio.
Mozzarella in carrozza.
Seadas.
Giocare a calcio in corridoio.
Maialetto.
Valigia.
Man down.

Caffè.

Vacanze finite.
Domani è già arrivato.


mercoledì 2 marzo 2011

Caffè.

La macchinetta del caffè. E' la mia nuova amica.

Non fumo. Caffè.
Fa caldo. Caffè.
E' arrivato il nuovo stagista. Caffè.
Ho sonno. Caffè.
Vieni che ti spiego il nuovo progetto. Caffè.

Io sono una ragazza sensibile.
Il caffè scorre nelle mie vene. Movimentando le mie notti.
Per poi abbandonarmi.
Come un amante sfuggente.
Appena suona la sveglia.

venerdì 11 febbraio 2011

Panificazione.

Signorina. Questa settimana si rilassi. Prima di cominciare.
La prendo in parola.

La ricetta è semplice.

Un chilo di farina integrale.
Settecento millilitri di acqua.
Cinquanta grammi di lievito.
Venti grammi di sale.
Dieci di zucchero.
Un forno caldo.
(Duecento gradi per quaranta minuti. Giusto per essere precise.)

Affondo le mani nell'impasto caldo.
Un po' troppo appiccicoso forse. Ma la stanchezza di scioglie.

Attendo.
Come una bambina impaziente. Spio il lievito compiere il suo dovere.
In dolce fibrillazione.

Inforno tre splendide pagnotte.
Il profumo invade la cucina.
Una crosta dorata protegge il morbido interno.
Ed un sorriso orgoglioso si stampa sul mio viso.

Anche se forse la prossima volta dovrò rivedere il mio rapporto col sale.

martedì 28 dicembre 2010

Tea time.


Un rituale.

L'acqua bolle.
Qualche volta mi fermo a guardarla. A rubare il calore della fiamma vivace.

Poi apro il mio cassetto e scelgo.
A seconda dell'umore. O dei sogni.

Il profumo m'invade.
L'acqua si tinge piano.
Le mani si scaldano attorno alla tazza capiente.

Soffio.
E mi si appannano gli occhiali.