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domenica 1 gennaio 2012

Increduli.



Da te non me lo sarei mai aspettata.


Scusa? Ho capito bene?!?


Lascia perdere. Ci son riuscita io a malapena.

Le mie capacità vengono messe in dubbio.
Voglio un attestato.

lunedì 12 settembre 2011

Ode all'apparenza.

La tunica non fa il monaco.

Ma diciamoci la verità.

L'apparenza.
E' una scelta politica.
Una presa di posizione.
Un manifesto sessuale. O religioso.
Un'indicazione geografica.
Un nascondersi nella massa.
L'apoteosi dell'Ego.
E della fantasia.

Perché gli scaldamuscoli.
Nella vetrina di Zara uomo. Hanno un senso.

E troppa gente.
Quando distribuivano il buon gusto.
Era davanti alla tv. A guardare Ma come ti vesti.

Ed io. Troppo spesso.
Sciacquo il mio senso di colpa post shopping.
Con dissertazioni ideologiche.


domenica 31 luglio 2011

Incomprensioni

FOTO: yoc2008

Ogni donna.
Prima o poi.
Nella sua lunga carriera.
Deve affrontare il Problema.

La mancanza di comunicazione.
Col suo parrucchiere.
Che sembra parli un linguaggio tutto suo.
Che sembra italiano.
Ma che in realtà. Non lo è.

Per il quale.
Voglio un taglio corto sulla nuca. Lungo davanti. Pari.
Si traduce in.
Ho sempre sognato una testa a palla stile afro anni ottanta. Ma non ho mai avuto il coraggio di ammetterlo.

mercoledì 27 luglio 2011

I don't understand the world today.

Pensa la delusione.

Tanto lavoro.
Tanta fatica.
Bombe. Esplosioni.
Paura. Terrore.
Ben novanta morti.

Poi muore la prima rockstar di turno.
E nessuno parla più di lui.

Meno male che ci pensa il buon Borghezio.
A tenere viva la memoria.

domenica 22 maggio 2011

Santa ingenuità.


Mia cuginetta ha otto anni.
E' l'amore della zia.

E' bella.
Intelligente.
Simpatica.

Quattro anni fa cercò di fregarmi il ragazzo.
Nascondendo dietro un fiore il sorriso sdentato.E due occhi da cerbiatta.
Ieri mi parlava di famiglia.

Io le vorrei due mamme.
Sarebbe bellissimo
.

lunedì 16 maggio 2011

Speriamo bene.

Urne chiuse.
Le mie città decidono del loro futuro.
Ed io lavoro. Con un occhio qui. Ed il cuore di là.

lunedì 18 aprile 2011

Renzo e Lucia.


Renzo la vide tra mille.
E l'amò dal primo respiro.
Lucia si lasciò andare pian piano.
Spaventata dalla novità.

I suoi non la perdonarono mai.

Vissero il loro amore in segreto.
Nascondendosi dagli sguardi dei benpensanti.
Che li tormentavano.
Disgustati da quell'unione fertile.
Condannati da Dio e rifiutati dalle leggi.

In un mondo omosessuale.

venerdì 18 marzo 2011

Riflessioni comandate.


Cento cinquant'anni fa.
Un uomo barbuto.
E mille volenterosi vestiti di rosso.
Facevano di tanti popoli l'Italia.
Giusto per fare un dispetto ai leghisti.

Qualcuno auspicava che fosse libera. Unitaria. E democratica.
Io aggiungerei pure laica. Che non fa mai male.

Il tempo passa. E non so quanto sia cambiato.
Ma siamo qui. Timidi ed orgogliosi.
Innamorati di noi stessi.
Di un popolo che sa essere ospitale. Generoso. Colto. Intraprendente. Fantasioso. Instancabile.
Ma che sembra esserselo dimenticato.
E sta li ad aspettare.
Che qualcosa cambi.
Che qualcun altro inizi.

Ed oggi siamo qui a festeggiare.

giovedì 17 marzo 2011

Cinque giorni.

Ci sono momenti in cui ogni donna.
Odia d'essere femmina.

La mattina ti svegli ed odi il mondo.
Ed ogni forma di vita sulla faccia della terra.

Odi la pioggia. Bagnata e umida.
Odi il sole. Sprecato per una giornata in ufficio.

Odi le tue ovaie. In cui sembra scoppiata una guerra civile.
Odi gli omini del cervello. Che hanno deciso di aprire un cantiere nel tuo cranio. E il caos che regna sovrano li dentro.

Per fortuna dura solo cinque giorni.
E poi pare passi tutto.
Pare.

martedì 15 febbraio 2011

C'eravamo.





Un milione di radical chic invadono le piazza italiane.
Sotto il sole.
O la pioggia.

Mi sarei quasi commossa.
Se non fossi stata indignata.

Speriamo che sia solo l'inizio.

giovedì 10 febbraio 2011

Indignamoci.


Coprire.
Con un velo. Un burqa. Un sudario.
E' negare l'individualità della donna.
Il suo diritto ad essere nel mondo. Come protagonista.

Ma anche scoprire.
Una coscia. L'ombelico. I seni. Il culo.
Nascondiamo le donne dietro la carne.
Coperte da un velo di disponibilità. Silenzio. Ammiccamento.

Veline.
Escort.
Politici.
Soldi.
Puttane.
Feste.
Successo.
Politica.
Essere.
Apparire.
Si mescolano con inopportuna indifferenza.
Senza alcun limite. Senza alcuna moralità. Senza più dignità.

Oggi voglio sentirmi moralista. Esserlo.
Domani. E il giorno dopo ancora.

Indignamoci. Se non ora quando?

venerdì 21 gennaio 2011

Scontri culturali.


Gintare. Giovane giornalista lituana.
Ci prepara una cena tipica.

Un fantastico tortino di patate e pancetta. Servito con una crema di panna acida.
E per mantenerci leggeri.
Un'insolita insalata di uova. Formaggio. E maionese.
Dove l'aglio risulta l'ingrediente più leggero e salutare.

E noi. In preda a una crisi colesteroica.
Cerchiamo di spiegarle come funzioni la libertà d'informazione in Italia.

Ma lei sembra un poco perplessa.
Ci chiediamo come mai.

martedì 18 gennaio 2011

Ci sono cose che proprio non capisco.


C'è qualcosa che mi sfugge.

Vi prego.
Qualcuno mi spieghi come le unioni di fatto possano "penalizzare quanti, non senza fatica, si impegnano a vivere legami affettivi stabili, giuridicamente garantiti e pubblicamente riconosciuti".
Io devo essere troppo limitata.
Proprio non ci arrivo.

E già che ci siete spiegatemi anche questo favoloso sillogismo.

In Italia si praticano troppi aborti.
I giovani non usano contraccetivi. E non sono informati.
Conseguentemente. L'educazione sessuale è una minaccia per le famiglie italiane.

venerdì 24 dicembre 2010

Ho sempre odiato il Natale.


Montagne di carta da pacchi.
Un laghetto di carta d'alluminio. In cui si abbeverano pacifici agnellini. Piuttosto rachitici se devo essere sincera.
Pini ed abeti. Decisamente poco a loro agio nella vegetazione palestinese.

Negozietti e botteghe. Che sorgono in aperta campagna. In barba ad ogni piano regolatore.
Pastori incuriositi solcano il fitto tappetto di muschio selvatico.
Strani individui alati. Decisamente androgeni. Sorvolano circospetti una povera capanna.

Nella credenza accanto tre misteriosi individui in sella ai loro cammelli si avvicinano quatti quatti. Portando con loro inutili doni. Che saremo costretti ed esporre ogni volta che torneranno a trovarci.

Poi arriva una bambina dalla fantasia galoppante.
E nel pacifico villaggio compaiono due Barbie ignude. Per far arrossire gli angeli.
E un gigantesco peluche-mangia-agnellini-di-plastica. A gettare il terrore tra i pastori.

Poi mia mamma ha smesso di fare il Presepe.