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domenica 5 febbraio 2012

Lezpop.

Atterrate a Milano per vie diverse.
Parlano di serie tv.
Musica.
E belle donne.

Ogni tanto anche di mutande. E politica.

La Mile fa tante cose.
Pure troppe.

Marta si è laureata in filosofia.
E ha trovato lavoro.

Saputellen secchiona redenta.

Silvia. Regolarmente iscritta all'albo.
Dal 2000.

Dopo anni di studi matti e disperatissimi.
Hanno capito che le piaceva di più cazzeggiare.

Come non amarle?


venerdì 6 gennaio 2012

Stupido lavoro.

FOTO: tizeta

Io proprio ci volevo andare.
Ho preso quel biglietto. Con la gioia d'un bambino.

Priscilla.
La Regina del Deserto.

Musica. Lustrini.
Travestiti. Australia.
Go west. Ed Etwas.

Cosa si può chiedere di più dalla vita?

E ce l'avevo quasi fatta.
Quasi.

Domani sei a Roma.
Ti chiami Wolf. Risolvi problemi.
E Priscilla non è il tuo tipo.

Peccato.
Tutto petto.

venerdì 14 ottobre 2011

Prevenzione.

Ci serve una mano.
Da tutte le ragazze di Milano.

Documentario.
Sulla prevenzione femminile.

Cinque minuti del vostro tempo.
Per compilare un questionario.
Per far girare la voce.



Clicca qui.

Grazie.

sabato 16 aprile 2011

Oltre il muro.


Non ci sono parole. Per un emozione tanto attesa.
Per una musica coi capelli bianchi.
Che palpita d'energia.

Fuco e fiamme.
Odio. E confusione.
Ed infine il perdono.
Per se stesso. E un poco anche per questo mondo.
Che non ne combina una giusta.

Ed io ho ancora la pelle d'oca.

domenica 27 febbraio 2011

I'm a little music hore.


La musica è un amore.
Che mi lascia senza possibilità di scelta.

Ogni canzone è diversa.
Unica. A modo suo.

Mi rapisce nel momento.
Con le sue parole.
O per il ritmo.
Per la malinconia che mi lascia dentro.
Per la sua spensieratezza.
O solo perché mi tiene compagnia.
A volte è puro desiderio fisico. Libidine.

Ma non m'importa.
Ad ognuna mi dono incondizionatamente.
Sinché dura.

I'm so excited.
Le Tigre.


venerdì 18 febbraio 2011

Hjerteknuser. Spezza cuori.


Duri.
Scostanti.
Incomprensibili.

Ma da ascoltare assolutamente.

Kaizers Orchestra.
Hjerteknuser.




Du og meg e like som et par dråper vann
I hvert fall hvis du tør og spør han

Eg pleier å sette på ei plate som du for meg sang

Heilt til eg sovne i ditt fang
Før såg eg ingenting og det eg såg forsvant

Men nå ser eg alt det som du ser

På min finger har ringen din og på ringen står det blankt
At du er min
hjerteknuser
Lure på om du finst der ute nå

Sende eg mine tanker kjenne du de då?
Send meg eit hint så skal du få

Sjøl om han forteller lite og minnene e få

Fins ting han aldri kan ta meg i frå
Som då me sprang øve plantasjen eg gjemte meg i strå

Du telte til hundre eg vett at du såg

Lure på om du finnes der ute nå

Sende eg mine tanker kjenner du de då?

Send meg eit hint så skal du få

Eg vanner mine planter og pleie det eg sår

Sekundene tikker minuttene går

Og det går dager og det går år
Og den som lever får sjå
Kanskje du ikkje fins lenger kanskje det e håp

Kanskje du ikkje tenker på meg heller

Men eg venter på den dagen at me e ute og går

Du bøyer deg ner og eg står på tå

Lure på om du finnes der ute nå

Send eg mine tanker kjenner du de då

Send meg eit hint så skal du få

Eg vanner mine planter og pleie det eg sår

Sekundene tikker minuttene går

Og det går dager og det går år

Og den som lever får sjå



Chiaro.
E conciso.

lunedì 14 febbraio 2011

Primi amori.

Il mio primo amore. È stata la maestra dell’asilo.
Con il suo caschetto rosso.
Le lentiggini.
E quella risata così contagiosa.

Suonava la chitarra.
E ci faceva cantare Papà Formicola. Oh-oh-oh.

Decisi d’imparare a suonare anche io. Per conquistarla.
Mia mamma mi comprò una chitarra.
Piccola. E perfetta. In miniatura.
Ma non mi portò mai a prendere lezioni.

Non la conquistai mai.

Oggi sfogo la mia frustrazione musicale repressa con Guitar Hero.
E mi godo appieno la mia ultima settimana di vacanza.

sabato 5 febbraio 2011

Quando Teresa si arrabbiò con Dio.


Il confine tra realtà e immaginazione è così labile.
Impalpabile.
Il passato si maschera. Indossa il suo vestito più colorato e sgargiante.
E si reinventa.

Cile. E Russia.

La realtà diventa mito. Gli avi eroi. Di una storia senza capo ne coda.
Dove non contano i fatti.
Ma quello che vuoi vederci tu.

Quando Teresa si arrabbiò con Dio.
Alejandro Jodorowsky.

martedì 1 febbraio 2011

Cuore di panna.

Alla stazione.
Sono decisamente in anticipo. Di due ore.

Ma com'è bella la Stazione Centrale.
Bianca ed imponente.
Brulica di vita di passaggio.
Ed io mi lascio fagocitare dalla Feltrinelli.

E' il paese dei balocchi.
Libri di fotografia.
Scienze politiche.
Testi in lingua originale.

Le mie mani avide si impossessano di venti libri.
Ma il mio saggio portafoglio mi ricorda che devo compiere una scelta.

A malincuore abbandono quei poveri orfanelli al loro destino.
E stringo sotto il cuore i due fortunati prescelti.
Mentre corro veloce a prendere il treno.
Che dispettoso ha deciso di partire perfettamente in orario.

lunedì 24 gennaio 2011

Di cose di cui non riesco a parlare.

FOTO: presa da qui
C'ho provato una volta. Due. Tre.
A scrivere questo post.

Ma proprio non ce la faccio.
Ogni libro è una storia d'amore privata.
Che non riesco a condividere.

Emozioni di cui non riesco a parlare.
E' un gioco di sguardi.
Un profumo che mi conservo nelle narici sino ad addormentarti.
Solo per me.

E quindi vi beccate i consigli per gli acquisti. Senz'anima.
Ma fidatevi.

Accabadora. Michela Murgia.
Uno stile poetico e scabro. Silenzi così familiari. Per parlare della vita e della morte.
Della vita in un paesino sardo negli anni '50. Di una famiglia diversa eppure così naturale.
Della morte e delle sue scelte. Dell'accettazione.

Il buon Gesù ed il cattivo Cristo. Phillip Pullman.
E se tutto quello che ci hanno sempre raccontato non fosse che il frutto di un tranello diabolico? Il potere delle parole.
Una storia che tutti noi conosciamo. Rivista. Che lascia un dolce dubbio.

Il corpo delle donne. Lorella Zanardo.
In Italia siamo diventati un unico popolo con un'unica lingua grazie alla televisione.
Ma ora questo piccolo schermo cosa ci trasmette? Cosa c'insegna?
Che modello per le donne?

Sii bella e stai zitta. Michela Marzano.
La parità dei diritti in Italia è ancora un fantasma lontano. Le donne sono spezzate tra il senso di colpa ed il desiderio d'accettazione.
Chissà di cos'abbiamo paura.